di Elvira Corona (pubblicato su Unimondo)
Sono già passati dieci anni da quando gli abitanti di Buenos Aires scesero in strada con in mano una pentola che agitavano e battevano come fosse un tamburo. Era quello che giornalisticamente fu nominato il cacerolazo, parte del fenomeno più ampio – che sempre i giornalisti chiamati a raccontare gli eventi hanno definito- l’Argentinazo. Siamo a pochi giorni dal Natale 2001, e il paese del Cono Sur è in una profonda crisi economica, finanziaria, politica e sociale, dovuta alle scelte scellerate di un governo neoliberista che – conclusasi la triste parentesi della dittatura – ha svenduto il paese ai privati, principalmente stranieri, seguendo tutte le ricette del Fondo Monetario Internazionale. Tanto da guadagnarsi il plauso e l’appellativo di migliore alunno dall’istituzione finanziaria internazionale.

